Respira,spingi, blog – (finto) pesto di zucchine

È difficile dire da quanto tempo la pigrizia mi ha impedito di compilare un semplice modulo d’iscrizione con nome, nome del blog, profilo e altri due passi. Era così semplice farlo che mi schiaffeggerei violentemente per il tempo perso.
Naturalmente non ho la minima idea di come dargli un aspetto grafico decente, ma è pur sempre un passo avanti, lo dovete riconoscere.
Eccomi qua, schiava dell’accidia e proprietaria intellettuale di uno spazio virtuale.
Pochi clic e il blog è nato, con una gestazione assai lunga e un parto totalmente indolore.
Bene.
Calma.
E ora?
Come non tediare le persone con isterismi da mamma?
Come interessare persone diverse , senza avere la minima idea del filo conduttore dei post?
Posso farcela,lo so. Oppure no, non lo so, come in effetti non ho mai saputo esattamente come procedere in maniera organizzata durante un solo giorno
della mia vita.
Eppure ha funzionato. I miei figli sono nati -e sono ancora vivi entrambi! – , ho una specie di lavoro nato per puro caso – che sopravvive pure quello – un marito (leggi compagno) , una casa etc…
A rileggerla così, manca una foto del casolare di campagna, un cane che scodinzola sullo sfondo e facce sorridenti.
NO.
La vita è incasinata assai.
I figli – maschi, due – sono un’impresa ardua.
La gestione della casa, che ho insistito dovesse essere grande, è un’avventura senza sosta che manco i predatori dell’arca perduta.
Il marito, che non mi sposa e che gli va bene così tantoèugualecosacambia,no? – un par di palle dico io-  latita causa lavoro per l’80% del tempo.
Il lavoro che svolgo in casa, mi costringe a lunghe settimane prive di sonno notturno, causa assistenza  infanti, casa, marito e no aiuti.
Riformuliamo: ho 30 anni, sono una mamma incasinata, vedova bianca e assonnata. Non si può chiamarla una descrizione dettagliata, ma rende l’idea generale.
La cucina, focolare indiscusso di ogni casa è il mio rifugio personale. In questo spazio io combatto la depressione a suon di miscugli, intrugli e pozioni, cucino per la prole e la famiglia tutta, lavoro  (mi pagano per cucinare, ecco) e accumulo migliaia di informazioni telematiche comodamente seduta al mio tavolo.
Ho una casa con 10 ambienti da pulire e ne sfrutto non più di 3 e 1 in particolare.
Ma torniamo a noi. Un blog per dire cosa?
Ricette senza dubbio, nonostante ne avrete le palle piene come una mongolfiera, ma vabbè.
Tutorial…non ho idea se sarò in grado di realizzarne, ma a questa categoria devo quasi tutto quello che so. Li adoro, ne guardo un milione, non ne ho mai abbastanza e speriamo pure voi.
Condivisione di scoperte interessanti sul web…cosa? Quello che ho detto accidenti. Io passo ore vicino ad un computer a cercare informazioni interessanti e voi vi beccate il frutto del mio duro lavoro. A me sembra uno scambio a mio sfavore, ma lo faccio volentieri.
Bene. Ho scritto questo post in 15 momenti diversi della giornata. Sono stata interrotta da figliolanza e maritanza un numero di volte infinito e ho pazientemente oscurato il mio IPad, l’ho sapientemente nascosto e ripreso in mano molte volte. Ho letto e riletto cercando un tono ironico che davvero nona sono riuscita a dare come avrei voluto, ma pazienza.
la prima volta, si sa, non è mai come la si era immaginata.
In conclusione, oggi è stato ( non è un errore grammaticale e che tecnicamente è proprio giá domenica) sabato.

Il sabato io dormo, i bambini dormono, poi usciamo, io non cucino per nessuna ragione e tutti si sfamano con mozzarella e prosciutto che compriamo di ritorno a casa, mai prima delle 14,30.

Stamattina, prima che il telefono squillasse, dormivamo tutti.
Finchè mio marito, che sa che dormiamo, non ha chiamato.
Lo fa sempre.
Io rispondo assonnata e irosa, ma lui sembra non notarlo.
– stavate dormendo?
– silenzio
– potresti prendermi urgentemente la misura della finestra della cucina dal marmo fino al soffitto?
Ero tentata di riattaccare e in seguito fingermi morta,ma il tono era perentorio.
La mia giornata è cominciata con la ricerca disperata di un metro e la mattinata -tra colazione, vestizione, preparazione lavatrice, messa a posto e giochi vari- è durata un attimo.
Alzo gli occhi. 13.17.
13.17 e no mozzarella, no prosciutto.
Ok, cucino mi sono detta, ma cosa? Cosa preparare in tempi utili al riposino della peste piccola?
Apro il frigo e la mia verdura preferita mi sorride dal cassetto.
Zucchine, meravigliose zucchine e una ricettina che in un quarto d’ora al massimo siete tutti a tavola a mangiare.

Pesto (finto) di zucchine con filetti di pomodoro profumati al basilico – fast version

  • 2 zucchine grossicelle
  • 2 pomodori tondi da sugo
  • Una manciata di basilico abbondante
  • Uno spicchio d’aglio
  • Pecorino romano grattugiato 
  • Olio evo
  • 320 gr di spaghetti alla chitarra

Questa ricetta è tanto semplice quanto buona. È nata circa otto anni fa, nel tentativo di ingannare l’antipatia ostinata del mio primogenito verso questa sublime e versatile verdura. Sfruttando la sua passione per il pesto, ho deciso di preparare un piatto che ne mantenesse l’aspetto, ma solo in apparenza.
Dunque nessun pesto.
Procedete così e se seguite la scaletta, vi ritrovate a tavola senza sprecare un secondo.
Mettete una pentola con dell’acqua abbondante sul fuoco e salatela.
Prendete una vaporiera e mettete a cuocere le zucchine tagliate a tocchetti per 15 minuti.
Prendete i pomodori e lavateli accuratamente, prendete almeno una decina di foglie di basilico e fate altrettanto. Asciugatelo senza impegno con un pò di carta assorbente tagliateli a listarelle.
Se sono passati 5 minuti e la vostra fiamma è come la mia, allora l’acqua che si trova  all’interno sta bollendo vigorosamente ed è il momento di immergervi dentro i vostri pomodori per non più di 30 secondi, giusto il tempo che serve a rimuovere con facilità la pellecchia esterna. In questi 30 secondi mettete su una padellina piccola con uno spicchietto d’aglio e un giro di olio evo.
Tirate su i pomodori con uno scolino, non buttate l’acqua e per carità non  bruciatevi.
Rimuovete la pelle, tagliate a metà, aiutandovi con un cucchiaio rimuovete i semi e tagliate il pomodoro a filetti.
Buttate la pasta e cercate di essere pronti al rush finale.
Adagiate i pomodori nel pentolino, fuoco vivo per un minuto o poco più, spegnete e ricoprite di basilico. Rimestate a fuoco spento.
Drinnnnnn. Le zucchine sono pronte, vero?
Buttatele velocemente nel mixer con la condensa d’acqua che si è formata nella vaporiera, un pizzico di sale e frullate per un minuto, fin quando la purea avrá raggiunto un colore verde chiaro e non si vedrà piû quello scuro delle bucce.
Respirate, perchè siete stati più veloci della pasta. Giratela e prendete mezzo bicchiere di acqua di cottura.
Scolate la pasta al dente, rimettetela nella pentola e versatevi la purea di zucchine, una manciata abbondante di pecorino o se preferite parmigiano, e rimestate.
Riaccendete per un secondo i pomodori a fuoco molto vivo, aggiungete uno o due cucchiai di acqua di cottura e spegnete quando quest’ultima avrà fatto il suo dovere e l’amido avrà creato un sughettino buono e cremoso.
A fuoco spento aggiungete un paio di giri di olio evo a crudo nella pasta,rimestate, impiattate e solo alla fine aggiungete i pomodori al centro del piatto.
Se non siete esausti per la corsa, sedetevi e mangiate. Squisito, no?

Esiste una versione di questo piatto, che ho creato per risparmiare ancora più tempo,ma che richiede di anticipare e quindi programmare di mangiarlo.
Quindi almeno 12 ore prima, ma se volete anche 24, prendete i pomodori, bolliteli 30 secondi, privateli dei semi e della pelle, tagliateli a filetti e in un barattolo alternate, in filo d’olio, uno strato di filetti, uno di basilico un pò d’aglio e a ripetere. Coprite con un tovagliolo e fate macerare. Usate i filetti al sapore di basilico senza soffriggere niente, saranno morbidi e profumati e deliziosi.

Ho finito il primo post, è notte fonda, ce l’ho fatta.

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