Una giornata particolare 1 – Muffin salati alla ricotta

muffin alla ricotta

Quando me lo disse la prima volta mi prese un bello
spavento.

Disse così: “Fra devo scappare. Un’emergenza. E’ saltata una
location!”
Oh mio dio, pensai io (ma in realtà dissi: oh cazzo, cazzo,
cazzo!)
Mi immaginai uno scenario apocalittico fatto di gente ferita,
di fumo nero e denso, fiamme ardenti e altissime, uomini e donne urlanti,
macerie disordinate e panico totale.
Invece ora immagino voi, che immaginate lui.
No, mio marito non è un pompiere e neanche un medico di E.R.
Quando capita un’emergenza non prende la 24 ore con lo
stetoscopio, ne il camice bianco.
Tuttavia, prima di scappare via in velocità, si assicura che
l’iphone abbia la batteria prestante, perché sa che che l’unica cosa che sarà
di fuoco è solo il suo cellulare.
Mio marito, per chi fosse neofita di questo blog, è uno
scenografo e quando salta una location, non si tratta di una bomba, ma
semplicemente di un accordo “saltato” con il proprietario di qualche luogo X
dove è previsto che si giri una scena.
Tuttavia, lo sguardo affranto e sconvolto, la voce tremula e
lo sconforto palpabile, vi faranno dimenticare il suo vero lavoro e lo
eleveranno allo stadio di cardio-chirurgo salva vite di fama mondiale.
Lo guarderete come una moglie pronta a salutare il coniuge
che parte per il fronte e gli direte: vai, vai e salva il mondo!
La vita, la nostra, è fatta così.
Mai un programma a breve termine, mai un programma a medio
termine, mai un programma  e basta.
Non si può organizzare neanche la giornata immediatamente
successiva a quella precedente, figurarsi quando si tratta di un viaggio o un
semplice pranzo domenicale.
Niente, non posso programmare un’accidente di niente.
Lamentarmi non ha senso e neanche è la mia intenzione, ma un
fatto ve lo voglio raccontare, perché ci sono giornate che sembrano state
sceneggiate da una mano superiore per poi finire nelle mie che scrivono post.
Sabato è stata una di queste.
Venerdì c’era stata un’avvisaglia, una di quelle cose
buttate lì, un’informazione al volo data da mio marito e che io ho imparato a
sottovalutare di default.
Metà delle cose che dice (ma facciamo anche i ¾ ), sono cose
che poi non riesce a fare o che non riusciamo ad organizzare.
Non lo fa perché è cattivo e manco perché è scemo, ma solo
perché ama il suo lavoro e io l’ho accettato, prima a fatica e poi come un
fatto imprescindibile dalla sua persona.
Sta di fatto che venerdì ci aveva provato a dirmi che il
giorno dopo ad ora di pranzo saremmo dovuti partire per Roma (da soli, senza
bambini) per assistere alla proiezione privata (per lo staff tecnico ed
artistico) di un suo film girato qualche mese fa e appena montato.
Io la telefonata preventiva ai nonni l’ho pure fatta, ma poi
mi sono messa il cuore in pace, perché tanto la sera dello stesso giorno, di
Roma, non se n’era più parlato.
Così sabato ci svegliamo con calma, facciamo colazione
sempre con calma e restiamo in pigiama chi a giocare (Gab), chi a leggere
(Claudio), chi a smanettare su internet(io).
Poi alle 11.45 la telefonata.
Fra dobbiamo partire. Alle 15,30 dobbiamo essere a Roma.
Se a mio marito gli concediamo lo stato di medico salva
vite, a me quanto meno dovrete concedermi quello di super eroina.
In un’ora e 15 minuti ho:
fatto vestire i bambini, cercato di recuperare un’apparenza
da moglie presentabile senza aver avuto il tempo di provare l’outfit perfetto,
verificato che tutti i treni possibili partivano o troppo presto o troppo tardi
e scartato la possibilità, fatto 80 telefonate, chiamato i nonni per sistemare
il piccolo, chiamato il padre del grande per accordarci per il week end, chiamato
mia madre per coordinare l’accompagnamento del grande, preparato due valige per
i bambini e una per noi, preso vestiti di ricambio per il marito, portato il
cane a fare i bisogni, rassettato casa, accompagnato il grande alla funicolare,
preso un taxi e raggiunto i miei suoceri dall’altra parte della città.
Ore 13.00 Napoli, ore 15,30 Roma. Se non è una mission
impossible a noi non ci piace.
Sfanculare gli autovelox era la nostra unica possibilità e
alle 13.10 abbiamo cominciato il nostro viaggio pro ritiro parente (e patria
potestà).
Sfrecciavamo con il navigatore satellitare acceso, non
perché non conoscessimo la strada,ma solo per essere aggiornati sui km percorsi
e quelli ancora da percorrere.
Poi un rumore sordo, un tonfo, seguito da un altro vibrante
e continuo.
Ci guardiamo terrorizzati e ci interroghiamo su cosa sia
successo.
——————————————–
Devo fermarmi qui perché un post di tale lunghezza non lo
leggereste.
Si, vi confesso che ho già scritto la seconda parte, ma la
conservo per la prossima volta.
Lo so che sono una stronza.
Vi lascio liberi di insinuare che la mia sia solo una
tattica da 4 soldi per fare in modo che leggiate il prossimo post e non posso
che darvi ragione in quanto lo è precisamente.
Questo è un racconto ad episodi e come da prassi si
interrompe sul più bello con un colpo di scena.
No, non mi aspetto che in questo momento vi stiate
strappando i capelli, ne che il livello di suspence sia ai vostri massimi, ma
vi prego di non lanciare improperi e maledizioni, quello mi sembrerebbe
eccessivo.
Insomma, se riesco a cucinare in tempo, fra un paio di
giorni pubblico di nuovo.
Vogliatemi bene, la seconda puntata non tarderà.

Muffin alla ricotta

 

Muffin salati alla ricotta con porri, zucchine e speck.

 Ingredienti per 12 muffin

Per l’impasto
300 gr di farina + 2 cucchiai abbondanti per la farcitura
3 cucchiaini rasi di lievito per dolci non vanigliato
½ cucchiaino di bicarbonato
80 grammi di pecorino grattuggiato (o grana)
20 grammi di zucchero
pepe q.b.
4 pizzichi di sale
250 gr di ricotta di pecora
100 ml di olio d’oliva
60 ml di latte
2 uova grandi
per la farcitura:
400 gr di zucchine
100 gr di speck (tagliati in un’unica fetta)
1 porro piccolo
3 cucchiai di olio e.v.o.

sale e pepe q.b.

IMG_2773

C’erano stati i muffin alle fragole meno dolci e stucchevoli
mai provati, che vi avevo proposto qui e c’è statal’idea di sostituire un po’
di questo qui, un po’ di quello là e trasformarli in dei muffin se non
salatissimi, sicuramente rustici.
A dettare regola è stata la meravigliosa consistenza che la
ricotta da all’impasto.
Si,perché vi confesso che ogni muffin salato che io abbia
mangiato in vita mia era basso, mal cresciuto e con una consistenza gommosa.
Pure buoni alla fine, ma più per quello che contenevano che
per l’impasto.
Questi muffin crescono una meraviglia e sono il giusto
compromesso tra il dolce e il salato.
Io li ho farciti con zucchine, porri e speck, ma voi potete
prendere l’impasto base e metterci quello che più vi piace (usando ad esempio
verdure di stagione come asparagi o piselli).
muffin alla ricotta

 

Tagliate le zucchine nel formato che più vi piace (per me in
4 parti e poi dei pezzi lunghi un mignolo), il porro a rondelle e lo speck a
pezzetti.
Mettete a scaldare l’olio, fate soffriggere prima il porro,
poi aggiungete lo speck e infine le zucchine, che salerete e coprirete con un
coperchio.
Fate cuocere aggiungendo pochissima acqua e spegnete quando
le zucchine saranno poco cotte, asciutte  e ancora croccanti. Mettete da parte e fate
raffreddare.
Preriscaldate il forno a 190° con funzione ventilata.
Pesate e mettete tutti gli ingredienti secchi in una ciotola  (farina, lievito, sale, zucchero, pepe,
pecorino e bicarbonato) e fate lo stesso con quelli liquidi (ricotta, uova olio
e latte).
Montate con una frusta elettrica per pochi minuti i liquidi
e aggiungete in un’unica soluzione i secchi, che mischierete a mano con una
leccapentola .
muffin alla ricotta
Aggiungete due cucchiai di farina al ripieno e amalgamatelo
velocemente all’impasto.
Dividete l’impasto in 12 pirottini adagiati in una teglia,
servendovi di un porziona gelato o di due cucchiai e ricordandovi di non
seguire la regola dei 2/3 ma di abbondare con l’impasto che manterrà la forma.
Io ho fatto 6 muffin e riempito un piccolissimo stampo da
plum cake foderato di carta forno e imburrato e infarinato.
Cuocete i muffin per 18-20 minuti, mentre se deciderete di
fare un plum cake unico (in questo caso vi serve uno stampo ben più grande del
mio), raddoppiate i tempi , abbassate il forno a 180° e verificate sempre con
uno stecchino la cottura.
Non so voi, ma nella mia mente ci sono solo domeniche al
parco, gite fuori porta e brunch, quindi preparateli per quello che volete, ma
portateli con voi in un bel posto, mi raccomando.
cake salato alla ricotta

 

23 Comments

  • Sembrano una meraviglia!
    Io il resto della storia lo aspetto…

  • Miss Mou ha detto:

    Ma non si fa!! Stavo leggendo tutta la storia e comunque complimenti io tuo marito l'avrei ammazzato hahahaha Che buoni questi muffin comunque!

    • lacaprino ha detto:

      L'ho detto che sono una stronza, mica l'ho omesso. Però Jessica era un super "papiello" e questo è si un blog di scrittura e racconti, ma chi viene qui ci viene anche solo per il cibo e c'è il rischio che si annoi, per cui torno presto, giuro!
      ti abbraccio!

  • M.LUISA Zaza ha detto:

    Spero per te in un buon finale,curiosa di natura invece non vedo l'ora che ci mostri l'altro post.Luisa.

    ù

  • Laura ha detto:

    Nooooo ma come io mi scervello da questa mattina per farti un esempio sul 'che' che diventa 'dove' e tu in cambio mi lasci col fiato sospeso!!!Ma non è modo!Resta il fatto che posso perdonarti per tutte le risate che mi hai fatto fare fin qui: la coppia di personaggi supereroi e soprattutto lei (e cioè splendidamente tu!) la moglie devota da accogliere tutto in modalità default mi piace tantissimo, è la mia preferita!Che dire alla seconda puntata!

    • lacaprino ha detto:

      La moglie devota…questa mi fa troppo ridere. Giuro che mai mi ero vista in questa prospettiva.
      la seconda parte è in arrivo, invece l'esempio lo sto ancora aspettando!
      ti abbraccio.

  • Claudia ha detto:

    Sì dai, sei quasi un'eroina te lo concedo 😉 adoro i muffin salati.. Ne ho preparati un po' in passato e rimasi davvero molto soddisfatta.. aspetto la seconda parte del racconto!
    smuack :*

  • Anna ontheclouds ha detto:

    mi fa morire il modo in cui scrivi e ti confesso che avrei letto ancora, e ancora e ancora! aspetto te per la prossima puntata 😉 e rubo uno dei tuoi deliziosi muffin! :*

  • Monica Zacchia ha detto:

    Io ti adoro non è che ti voglio bene mi fai morire dal ridere ma quelle risate scrocchiarti che fanno bene al cuore certo che la prossima puntata mi Frig venire a cercare perché voglio sapere secondo me avete bucato. Voglio rivederti prestissimo e adoro i Cake salati Sappilo in tutte le forme e con tutto il contenuto immaginabile ?

  • Ma che ti devono fare a te i romanzi di appendice? Un baffo!

  • Patty Patty ha detto:

    I muffin sono buoni… ma tu sei un mito!!! Un bascione!

  • Ma si fa così? Mi abbandoni lì sul tonfo? 🙂 che è stato? Chi avete investito? Che parte del motore è saltata? Meno male che nella pausa posso scofanarmi i tuoi muffin! E sappi, bella donna, che potrei leggere un tuo post lungo dieci chilometri. Grazie per aver partecipato al nostro pic nic virtuale 😉 ti abbraccio, prendo i pop corn, mi metto scalza sul divano e attendo la seconda puntata…

    • lacaprino ha detto:

      Spero tu sia ancora sul divano, perché io sto arrivando.
      Partecipare al contest è stato un super piacere, soprattutto quando ho scoperto che dietro c'eri tu.
      super bacio!

  • Paola Sabino ha detto:

    Franci, non potrai programmare nulla, ma cazzarola se ti diverti 🙂 Almeno io mi divertirei da matti. E lo faccio tuttora a non poter programmare un cacchio. uscire dagli schemi, tutti! E farlo consapevolmente. Potrà sembrare da pazzi, ma trovo che non ci sia cosa più bella 🙂 Mo però voglio sapere il tonfo che cosa l'ha provocato. E intanto che aspetto il seguito mi piglio un muffin 🙂
    Baciotti :*

  • lacaprino ha detto:

    Infatti io lo dico sempre che questa vita assurda a volte è esilarante e credo anche che se fosse troppo diversa, forse non mi piacerebbe.
    Ma da mamma ogni tanto mi piacerebbe sembrare un po' più normale a tutti e organizzare qualcosa in serenità.
    Grazie delle tue parole Paola, la seconda parte sta arrivando.
    ti abbraccio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *