Una giornata particolare 2 – Ragù di cipolle

ragù di cipolle

ragù di cipolle

ATTENZIONE!!

Per leggere questo post, per capirne il senso, per
completare quello che è il racconto unico di una singola giornata particolare
dovete tornare indietro qui e leggere necessariamente la prima parte. Naturalmente se non ve ne frega un beneamato e volete saltare a piè
pari questa seconda parte e quindi anche la prima, io vi comprendo e per questo
vi ho fatto una ricetta di una bontà incredibile che trovate più sotto!
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La Napoli-Roma, per grazia di Dio, non è la Salerno-Reggio
Calabria e la corsia di emergenza c’è lungo tutta la tratta.
Non poteva essere la ruota, saremmo, per forza di cose, sbandati e probabilmente a quella velocità anche morti. Ma qualcosa, quel
qualcosa, continuava a far vibrare la parte posteriore della nostra macchina
nel tempo di frenata e fino all’accostamento.
Moderna Uma Thurman in Kill Bill, guardo attonita non un
cadavere in carne ed ossa, ma la metà del nostro paraurti penzolare  sull’asfalto.
Scende anche lui e anche lui ha lo sguardo di chi non ha
capito come si fa ad attirare sfighe di proporzioni bibliche in momenti
assolutamente inopportuni.
Sta succedendo davvero, la nostra corsa contro il tempo ha
subito un arresto imprevisto.
Lì per lì, ingenui sfigati senza colpe, riassettiamo alla
buona e meglio il pezzo penzolante e ci rifiondiamo in auto convinti di
potercela fare.
Quando pensiamo di aver vinto noi, altro tonfo, altra
vibrazione.
Ci rifermiamo.
Carmine apre il cofano sperando di trovarci qualcosa di
utile.
Bestemmia in aramaico perché per viaggiare leggeri ha lasciato
la sua borsa piena di congengni ipertronici a casa dei suoi.
Prende l’unica cosa presente, una stampella di quelle di
ferro della lavanderia, la apre, la srotola, la piega, fa un buco nel
parafango, passa la stampella dietro, avanti, di lato, sotto e sopra.
In questo momento lui non è più mio marito, ma la
reincarnazione di McGiver.
Io lo guardo con le braccia sui fianchi manco fossi Sofia
Loren pronta a ballare un mambo, lui lavora di forza e cervello e nel frattempo
i camionisti ne approfittano per mandarmi baci, strombazzare allegri e  nel peggiore dei casi gridarmi frasi
indecenti.
Io rido. Rido di quella ridarella che si ottiene quasi
esclusivamente con l’assunzione di sostanze stupefacenti o con abuso di alcool.
Non essendo stupefatta da un bel niente, rido solo come una
deficiente, e più rido e più non riesco a smettere.
Quando comincia pure a piovere, rido addirittura piegata a metà e
mi rialzo solo per recuperare
l’iphone dalla borsa e immortalare Mc Giver in azione.
Mc giver dal suo canto, mani nere e sudore sulla fronte, tenta
pure di incazzarsi, ma la moglie “scema e più scema” che si ritrova lo fa
scoppiare a ridere più di me.
La tragicomicicità del momento è esilarante.
Quando siamo sicuri che il paraurti regga, stabiliamo con
calcoli precisi che l’unico modo per raggiungere la nostra destinazione,
sarebbe viaggiare su due distinte Ferrari monoposto, di cui purtroppo non
disponiamo.
Roma è ormai definitivamente saltata.
Quando risaliamo in macchina pensando alla sfiga galattica
che attiriamo dallo spazio, la macchina ha la tosse, forse per il freddo, ma
più probabilmente perché abbiamo lasciato accesi fari e stereo.
Ci sono momenti come questi in cui una donna sa che deve
prendere la situazione in mano e diventare la famosa grande donna dietro il
grande uomo.
Lo guardo perentoria e gli dico: resta seduto, metti a
folle, ci penso io.
Piove ancora, piove forte. Mi dico che se smettessi di
ridere avrei più forze, ma appena mi metto a 90° per raccogliere le forze, 10
camionisti fanno la ola e io rido di più rischiando di cadere faccia a terra.
Mi concentro, spingo e partorisco una rapida accensione.
Il momento di serietà arriva.
-Io a Napoli non ci torno- dico con le braccia incrociate e
un’intonazione a metà fra una bambina capricciosa e un dittatore tedesco molto
cattivo.
Un uomo intelligente sa anche quando non è il momento di far
incazzare una donna, quindi riprendiamo il cammino e prendiamo la prima uscita
cominciando la reale seconda parte della nostra avventura e quella che sarebbe
stata ed è stata la nostra prima giornata da soli , senza creature, da mille anni
a questa parte.
Se vi raccontassi che abbiamo fatto 30 km per raggiungere un
ristorante troppo “trip advisor” trovandolo chiuso, che abbiamo poi raggiunto
un agriturismo che era troppo impegnato ad allestire una cerimonia per farci
mangiare, che abbiamo alla fine ripiegato sul peggiore dei caseifici di tutto
il basso Lazio, guardato un cartellone con l’offerta della mia pasta preferita,
fatto sette km per comprarla, caricato 40 pacchi nel portabagagli, deciso di
riavviarci verso casa, passati al super outlet di Caserta dove ho perso la
testa per tutto il negozio di Red Valentino, scelto i miei regali per i
prossimi dieci natali, raggiunto il teatro dove davano la prima dello
spettacolo di Carmine, cenato con tutta la compagnia e gli amici di sempre,
fatto le 3,30 di notte lasciando i pargoli esattamente dove era previsto che
fossero, potreste pensare che una giornata è fatta di circa 18 ore e che noi
sappiamo trovare modi molto creativi di trascorrerla.
Io invece penso che se avessimo organizzato meglio la
giornata , saremmo arrivati a Roma in tempo, avremmo visto il film che bramo di
vedere da 2 mesi, avrei mangiato una cacio e pepe degna di questo nome e mi
sarei risparmiata il dolore agli addominali da eccesso di riso che invece ho
avuto.
Ma questa è un’altra storia, sicuramente una storia che non
avrei avuto voglia di raccontarvi, sicuramente una giornata trascurabile,
sicuramente una giornata non particolare che farebbe parte di una vita che non
solo non è la mia, ma che non mi augurerei neanche che lo fosse.
 ragù di cipolle

Ragù di cipolle

Ingredienti per 4 persone
1 bottiglia di passata di pomodoro
500 gr di cipolle al netto degli scarti
Olio e.v.o.
Sale q.b.
1 cucchiaio di doppio concentrato di pomodoro
20-30 foglie di basilico
½ bicchiere di vino bianco

ragù di cipolle

Quando si tratta di sapori eccellenti, quando devi pensare
ad una ricetta che abbia come protagonista il re della cucina italiana sua
maestà pomodoro, allora la lista degli ingredienti è breve, mentre a farsi un
po’ più lunga è la cottura.
Una bottiglia di pomodoro per me fa rima con ragù e ragù fa
rima con scarpette senza fine.
Ma un ragù non è un piatto che mi sarei dovuta inventare,
perché ahimè è una tradizione inventata da un genio che non sono io.
 ragù di cipolle
Tutto questo discorso però vale per un ragù che abbia come
protagonista la carne e non vale invece per il mio che ha come protagonista le
cipolle, altro mio grande amore.
Si, non volendo, ho fatto un piatto non solo vegetariano, ma
addirittura vegano (come penitenza ho dovuto mangiare 2 etti di crudo di parma
a compensazione J
), ma di gran gusto.
Avrei potuto farci una pasta e ce l’ho anche fatta, ma vi
confesso che nel mio brunch casalingo con la mia amica Valentina, lo abbiamo
divorato per ¾ al naturale, servendoci di bruschette e pane cafone per
scarpettare e mangiare proprio la salsa nella sua essenza.
La salsa ha il potere amniotico di riportarmi all’infanzia,
le cipolle un gusto pazzesco che crea dipendenza.
Che vogliate prenderla a cucchiaiate, accompagnarla con la
pasta o scarpettarla con del pane, questa salsa, questo ragù, dovete prepararlo
assolutamente.
Cominciamo.
Versate poche lacrime e sbucciate le vostre cipolle
denudandole della buccia e tagliandole ad anelli piuttosto spessi (anelli
interi, non fettine)

 

In una pentola d’acciaio, di quelle un po’ antiche con il
fondo spesso ma senza antiaderenza, di quel tipo che prendono seriamente il
calore della fiamma, siate abbastanza generosi con l’olio d’oliva, fate
riscaldare, tenete il fuoco vivace e versate le cipolle.
Da adesso e per 15-20 minuti, dovete dedicarvi a loro
esclusivamente.

 

Quando dopo 5 minuti in cui avrete rigirato spesso si
saranno ammormidite, alzate la fiamma e sempre rigirando di tanto in tanto,
aggiungete poca acqua alla volta(non più di mezza tazzina per volta), fatela evaporare e ripetete un buon numero di
volte quest’operazione, fin quando una decina di minuti dopo avranno cominciato
ad ambrarsi e virare dal bianco al marrone.
Se aggiungete molta acqua le cipolle bolliranno, se ne aggiungete poco alla volta (meglio se calda), aiuterete le cipolle ad

ammorbidirsi sfrigolando allegramente, ma senza bruciarsi.

Mi raccomando di stare attenti a non bruciarle perché non è
davvero il nostro scopo, quindi rigirate continuamente.
Quando si saranno brunite e saranno asciutte, sfumate con un
mezzo bicchiere di vino, fate evaporare, aggiungete il concentrato,
amalgamatelo e infine versate la passata (pulite la bottiglia aggiungendo poca
acqua e versate in pentola).
cipolle al ragù per chiarapassion
Da questo momento dovete comportarvi come per una comune
salsa, salvo che dovrà cuocere a fuoco basso per un’ora, anche un’ora e ½ e
essere rigirata di tanto in tanto.
cipolle al ragù per chiarapassion
Una volta densa e profumatissima è pronta e non vi resta che
aggiungere del basilico fresco e munirvi di pane, bruschette, pasta e di un
tovagliolo per ripulirvi la bocca che diventerà tutta rossa come quella di un clown.
ragù di cipolla

22 Comments

  • Ahahahahahahah, altro che lieto fine! Francesca, meglio una giornata di queste che cento pallidi arrivi puntuali o, peggio, in anticipo! Che coppia…quando sbuccerò le cipolle per il tuo ragù piangerò continuando a ridere 😀 ma che roba buona deve essere? Io lascio volentieri quello alla carne per questo…sono pronta per la scarpetta 🙂 ti abbraccio stretta stretta! Saluti a Mc Giver 🙂

  • Patty Patty ha detto:

    La ridarella irrefrenabile la conosco bene: è quella che prende anche me nei momenti in cui vedo mio marito arrabbiarsi con qualcosa che non ha senso… ma al film non ci potevate arrivare con un pò di ritardo?
    Mi piace tantissimo questo ragù…
    PS Prima di partire un pò di ornitomanzia non guasterebbe…. 😀
    Ti bascio forte mitica!

    • lacaprino ha detto:

      Chiedere e interpretare il linguaggio degli uccelli? questa mi è nuova. Comunque no, la proiezione era prevista per le 15,30 e c'erano degli spettatori più importanti di noi per poterla rimandare.
      Ma è andata bene anche così, nono credi? ti abbraccio Patty.

  • Io ti adoro e sono felice di far parte della tua vita… non potrebbe essere altrimenti! 😀 😀 😀
    Questo sugo è portentoso, dammi cipolle e vi darò il mio regno… be' un regno non ce l'ho, ma non erano nemmeno cipolle! :DDD

  • Laura ha detto:

    Ciao cara, che dire non saprei davvero scegliere tra questi due protagonisti il mio preferito: Lui che srotola una stampella impiegandola come filo per ricucire un paraurti o Lei, sorridente sirena sotto la pioggia della trafficata roma-napoli. Fantastici, voi, mie supereroi preferiti!Io vi adoro e aspetto la prossima avventura!

  • Claudia ha detto:

    Questa storia è veramente molto divertente! Brava te che ce l'hai saputa raccontare;) è vero comunque, le giornate che prendono una piega imprevista, storta, spesso sono poi le migliori. Quelle che poi ti ricordi per sempre e ridi ridi tantissimo ripensandoci…:)
    E la ricetta, come dici tu, è super!
    Un bacione :*

    • lacaprino ha detto:

      Esatto. ricordo interi pranzi da bambina dove i miei genitori e i loro amici raccontavano aneddoti di giornate assurde trascorse insieme. Mi piace costruire ricordi memorabili e si, pure scriverli.
      Ti abbraccio!

  • Siete stupendi e avete fatto benissimo a non tornare a casa, trasformando una sfiga in una giornata indimenticabile.
    Baci baci

  • Paola Sabino ha detto:

    Ecco, la ridarella compulsiva nei momenti più inopportuni la conosco bene. Una volta mi venne da ridere, ma di quelle risate che non riesci a frenare, sotto la galleria che porta verso Sorrento. Ero con l'ex di Ferrara e dalla macchina vedevamo scappare tutti fuori, chi urlando chi spaventato. Chiedemmo spiegazioni. Un tizio con aria di sufficienza ci disse che una macchina si era incendiata. Io cominciai a ridere come una matta. L'ex mi guardò allibito e prima esclamò "Voi siete pazzi!" poi cominciò a ridere con me. E sì, che ci si diverte di più così 🙂 Altro che programmi. Tanto alla fine saltano tutti 😉 Meglio godersi di questi momenti, con tanto di camionisti fischiettanti 😉
    Comunque voi mi piacete troppo come coppia *.*
    Baciotti e a presto 🙂

  • Monica Zacchia ha detto:

    Ahahahah ecccomiiii finalmente mi sono vista tutta la scena come fossi al cinema in poltrona in prima fila
    I camionisti mcgiver

  • Monica Zacchia ha detto:

    Le tue risate il ristorante chiuso ed effettivamente i viaggi quando falliscono ti fanno ritrovare al supermercato sotto casa è come una compensazione menomale la cena con amici fino alle 3 menomale la pioggia e gli imprevisti sennò che vita sarebbe vero Franci? Ecco un ragù di cipolle è quello che ci vuole ad una golosa di cipolle come me ottima ricetta un bacio grande mon amour ?

    • lacaprino ha detto:

      Grazie Monica bella. Ce la siamo spassata, io ho guadagnato una giornata memorabile e pure 20kg di pasta!
      ti abbraccio e sono contenta che il film ti sia piaciuto 😉

  • M.LUISA Zaza ha detto:

    Giuro che leggendo sto pensando che sia la trama di un film,protagonisti tu e il tuo consorte con un finale pensato per non dividervi ancora una volta ,ma trascorrere una giornata spensierata e finalmente insieme!

  • lacaprino ha detto:

    A Napoli si direbbe "mazzo". Ci è andata bene anche essendoci in teoria andata male!
    ti abbraccio.

  • Günther ha detto:

    una versione di ragù molto in interessante con tutte quelle cipolle

  • Anna ontheclouds ha detto:

    Arrivo tardi, ma il "to be continued" non me lo sarei perso per niente al mondo! 😀 immagino le scene com è un film , uno di quei film che ti fa sbellicare dalle risate!! E ti confesso che anche a me piace vivere una vita che di vita tranquilla, non ha proprio niente 😉

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