Un buon non compleanno – Treccia al latte

treccia al latte
Dopo i 30 alcune donne mentono sulla propria età o
semplicemente provano un certo fastidio nel sentirsi porre questa domanda.
Mia nonna, che era donna intelligente, considerò che
fingersi una ventenne superati i 30 sarebbe stato poco credibile, ma che fingersi
38enne – quindi donna matura, ma mai vecchia – per circa i 20 anni successivi
al compleanno in oggetto, potesse avere una certa dose di plausibilità.
Naturalmente noi nipoti, ancor prima di essere bravi a far
di calcolo, trovammo bizzarro fin da subito che la donna che aveva generato le
nostre madri potesse avere, anno più anno meno, la loro stessa età, ma ci
guardammo bene dal non contraddirla mai.
Ora dovete sapere che la nonna non è l’argomento di oggi, ma
l’assist per procedere ad un “non compleanno” cui tengo molto e di cui voi
lettori affezionati potreste almeno un po’ gioire con me.
La notte in cui decisi di vomitare tutti i miei pensieri in
un blog, ricordo che fui presa da una specie di delirio di onnipotenza, che mi
fece sentire come se crearlo, dargli un nome e farlo nascere nella rete, fosse
un’azione imprescindibile, necessaria e non più rimandabile.
Naturalmente in quella notte di dicembre dovevo trovarmi in
uno stato di ebbrezza eccessiva, perché diedi a questo blog un nome carino solo
se vivessi nel  sud di Londra o in un
appartamentino di Soho a New York, ma considerati i miei natali Napoletani e il
mio essere più generalmente italiana, hanno fatto in modo che non solo
partorissi un nome praticamente irripetibile, intraducibile e irricordabile, ma
addirittura controproducente.
Ad ogni evento cui io abbia partecipato come blogger, vi
assicuro che mi ha assalito un vago senso di vergogna nel pronunciare questo
nome e quando piena di coraggio l’ho sputato fuori, dopo la faccia esterrefatta
dei più, il mio rossore sul viso e un momento di silenzio, ho dovuto sfoderare
un sorriso e dire: “dai te lo scrivo”!
Sia chiaro che io a “the big messed up mum” voglio bene,
perché pure se è nato sbagliato, l’amore per i propri figli va ben oltre i
difetti, ma è anche storia che ai suoi natali non seguirono passione, cura e
costanza ed era quindi si nato un blog, ma molto bistrattato e solo nella rete.
È per questo motivo che la nascita vera, il giorno in cui io
ho capito che questa cosa che trattavo malamente e che nonostante questo
sembrava avere un potenziale, coincide esattamente con il 19 luglio di un anno
fa.
Si perché un anno fa successe una cosa che mi parve
straordinaria, una cosa che per una che non si era mai sentita ne una blogger,
ne tantomeno una food blogger, era una cosa eccezionale e strana.
Ve ne ho raccontato abbondantemente della galleria del
sapore Cirio, ma quello che non sapete è che da quel giorno è nato davvero
questo blog e insieme a lui un essere mitologico composto un po’ di donna, un
po’ di scrittrice, un po’ di cuoca, un po’ di fotografa e comunemente
identificata con il nome di food blogger.
Quella serata mi ha aperto un mondo, mi ha fatto conoscere
gente ed entrare in un meccanismo che fino ad allora ignoravo completamente.
Vi confesso che mi ha messo in contatto con molti modi di
vedere la cosa facendomi anche decidere non solo quale blogger io volessi
diventare, ma soprattutto quale blog non volessi essere.
Ho conosciuto gente spregevole, arrivista e competitiva e il
lato bello e umano delle persone che sono invece votate alla condivisione delle
cose belle, sempre pronte ad aiutarti a capire, sempre disponibili ad una
chiacchiera.
Ho cominciato a studiare il fenomeno food blogger come
dovesse essere il mio argomento di laurea all’università e ogni volta che nel
percorso ho incontrato qualcuno che ce l’aveva fatta o ce la stava per fare,
non ho fatto altro che studiarne i comportamenti, i linguaggi, lo stile e le
interazioni, cercando ogni giorno di imparare a fare meglio e costruendo una
vera e propria antologia del marketing del food.
Il mio limite è sempre l’integrità, per cui alla
comprensione è sempre seguita la scelta di evitare linguaggi e comportamenti
che non mi si confacevano, ma ho iniziato a metterci impegno e una certa dose
di costanza.
Insomma, salvo sapere di essere ben lontana dal
raggiungimento della perfezione, restano due cose da dire:
1: ho incontrato l’amore, ma ho dovuto ammazzarlo (cit.)
2: mi arrogo il diritto di levare 6 mesi di vita al mio blog
e di festeggiare il mio primo “buon non compleanno”
ma cosa avrò voluto dire con quel “ma ho dovuto ammazzarlo”?
si, vi comunico ufficialmente che questo blog sta per morire
per mano della sua genitrice, e che la mamma incasinatissima lascia il posto
all’ego smisurato della sua persona.
La fenice ci fa un baffo e quindi ci reincarneremo presto in
qualcosa di nuovo, sicuramente più bello, totalmente nuovo.
Presto o tardi, (che i tempi non li conosco ancora) ci
rivedremo tutti in un luogo nuovo, ma non estraneo e non meno incasinato.
La Caprino, sempre mamma, sempre svalvolata, ci sarà sempre.
Au revoire, che in francese fa più figo e non mi vergogno
neanche a dirlo.
treccia al latte
Treccia al latte
Ingredienti
250 gr di farina 00
250 gr di farina Manitoba
10 gr di lievito di birra fresco o 3gr di quello secco
270 ml di latte fresco intero
80 gr di burro
70 gr di zucchero
2 pizzichi di sale
½ bacca di vaniglia (oppure la buccia di un limone bio
grattuggiata)
treccia al latte
il caldo vi ammazza? Vorreste vivere sull’himalaya pur di
provare una sensazione di refrigerio?
Niente sembra darvi più soddisfazione?
E allora provate ad impastare e constatate con i vostri
occhi il miracolo che questo caldo torrido può fare ad un impasto lievitato,
per benedire il calore e guardare con magnificenza il risultato.
Diciamocelo francamente, mi sono sforzata di darvi tutte le
ricette senza forno e fornelli che ho potuto, ma ho bluffato alla grande,
perché i gelati e i dolci facili li faccio anche, ma qui la cucina e il forno
funzionano sempre a pieno regime e non abbiamo paura di usarli mai, neanche con
40°.
Siccome ci piace anche accompagnare le nostre fresche
marmellate di produzione propria (fragole, ciliegie ed albicocche) con una
buona brioche che sappia fare a meno di gridare zucchero e burro, allora mi
sono detta che una treccia al latte, che ha questi ingredienti in dose ridotta,
rimane sempre la nostra scelta principale per la colazione e che andava fatta
nonostante il caldo, da cui ci siamo protetti con il nostro nuovo
elettrodomestico preferito: un ventilatore industriale che se non stiamo
attenti nel suo turbine di ventoci fa volare via anche i pensieri.
Vi ho convinti? Lo fanno le foto per me?
treccia al latte
Cominciamo?
Cominciamo!
Di impastare a mano non se ne parla, quindi mettete le
farine nella boule di una planetaria e mescolatele (oppure prendete delle
fruste elettriche a mano inserendo i ganci per l’impasto).
Sciogliete il burro (che poi se lo lasciate dieci minuti
fuori praticamente è lo stesso J
) a bagnomaria o come ho fatto io nel microonde e lasciate che raffreddi un
po’.
In un bicchiere dosatore mettete il latte e portatelo a
temperatura ambiente riscaldandolo per pochi secondi nel microonde.
Sciogliete il lievito nel latte, aggiungete anche lo
zucchero, i semi della bacca di vaniglia e il burro fuso.
brioche al latte
Mescolate i liquidi, azionate la planetaria, versateli a
filo sulle farine e poco prima che si incordi al gancio, aggiungete anche il
sale.
Una volta incordato, prendete l’impasto, dategli un po’ di
calore umano con le mani, formate poi una palla e mettetela in una ciotola ampia
e leggermente unta di burro e ricoperta di cellophan a lievitare per due ore
(ma con questo caldo dopo meno di un’ora sarà esploso) o fino a che non sarà
triplicato.
Ora riprendete l’impasto, sgonfiatelo, dividetelo in tre
parti e lavoratelo a creare tre filoncini di egual misura.
Unite le estremità in un punto e create una treccia portando
verso il lato opposto il lato destro alternandolo a quello sinistro e così via.
Una volta ultimato l’impasto, unite le estremità e
trasferite il tutto in una teglia da plum cake, accendete il forno a 200° e
mentre riscalda, spennellatelo con il tuorlo di un uovo e un goccio di latte,
spolveratelo con della granella di zucchero e lasciate che riposi fin quando
non è pronto il forno.
Cuocete per 20 minuti e fate una bella colazione estiva, se
ne avete la possibilità in una bella terrazza.
treccia al latte

 

28 Comments

  • laura ha detto:

    Mammamia Francesca!Con questo post hai sollevato tanti di quegli interrogativi, perché io sono uno strano 'animale sociale' e anche 'social' 😀 nel senso che come nella vita ho qualche difficoltà a capire il mondo reale che mi circonda, nella vita virtuale è ancor peggio. Quest'ultima mi disorienta anzi è addirittura inacciuffabile…sono nella blog sfera da 4 anni, pensa, e ancora mi sfuggono le dinamiche della rete, anzi non capisco delle volte neanche cosa significhi 'rete'… io mi sento ancora con uno sguardo rivolto a capire ciò che mi sfugge e sentire da qualcuno come te che qualcosa da capire c'è e che prima o poi si palesa, mi fa piacere perché in fondo è questo che dovrebbe dare un senso a tutto il tempo che si perde dietro questi schermi. Ti aspetto, non importa sotto quale veste o nome, ti riconoscerò per la generosità dei tuoi post che ti contraddistingue e che non è da tutti!:-D

    • lacaprino ha detto:

      Mia adorata Laura, solo le mie amiche fuori dalla rete potrebbero darti un'idea della logorrea da cui sarai investita al nostro primo incontro, perché sappi che Lazio e Abruzzo, sono davvero troppo vicine per non venire a scovarti prima di quanto immagini (diciamo settembre?).
      In ogni caso io ho davvero studiato il fenomeno food blogger scientificamente trovando, perdona la ripetizione, alcuni fenomeni aberranti e persone e luoghi felici dove trascorrere del tempo tra parole e cibo che profumano di poesia. Tu sei sicuramente il mio luogo felice, quello dove mi sento a mio agio, dove non mi sento mai sola e dove riesco sempre a riscoprirmi un po' bambina.
      ti abbraccio virtualmente, aspettando di circondarti da un abbraccio strettissimo e vero.

  • Io ho cominciato a seguirti proprio un anno fa… e continuerò a farlo. Mi piacciono i tuoi post e sogno di realizzare tutte le tue ricette…
    ti aspetto

  • cooking rosa ha detto:

    Sono contenta di aver condiviso con te il momento in cui hai capito che blogger volevi essere.
    Ricordo le guance rosse quando hai detto il nome del tuo blog,
    ricordo anche quando hai detto a qualcuno "te lo scrivo"
    e ricordo persino di averti sentito affermare "non so che ci faccio qui, non sono una foodblogger!!".
    Quale sarà il nome del nuovo blog ho la radicata convinzione che saprò riconoscerti,
    perché hai uno stile unico, riconoscibile e irripetibile (proprio perché profondamente tuo).
    So già che sarà bellissimo 🙂

    • lacaprino ha detto:

      Rosa, tu non sai che emozione quando ti ho letta. Ed anzi ti confesso che ti ho letta e riletta davvero molte volte perché ho dovuto realizzare che ci sono persone che mi stimano e mi riconoscono qualcosa su cui non devo applicarmi: la personalità. Se quella è arrivata chiara, se quella, nonostante i numerosi spigoli mi rende quello che sono e riconoscibile per quello che faccio, ti confesso che mi sento già vincitrice.
      ti abbraccio e ti ringrazio, perché mi hai commossa e perché se alcune parole vengono dalle persone giuste, allora sono anche più belle.

    • cooking rosa ha detto:

      Francesca adesso fai commuovere anche me <3

  • Marghe ha detto:

    Evolversi sempre, fermarsi mai.
    In qualsiasi vestito, tu sei tu.
    E sono comunque certa che saprai scegliere quello che ti calza a pennello.
    Baci forti

    • lacaprino ha detto:

      Un vestito da gran galà è un'occasione che una mamma incasinatissima non può permettersi di perdere, perché si sa che le mamme escono poco e questa volta infilo i tacchi e corro!
      quindi sarò sempre io, ma solo più bellina e con un nome che più che assomigliarmi o rappresentarmi è proprio il mio. baciuzz

  • Stefania Shade ha detto:

    Cara mamma incasinatissima, ti seguirò ovunque tu vada. Suona come una minaccia, eh? :*

  • Elisabetta ha detto:

    Sento odore di sdeng… 🙂 buon lavoro!

  • M.LUISA Zaza ha detto:

    Ove e dove sarai,se avro' la fortuna di incrociarti di nuovo,ti seguiro' sempre,non ti libererai di me.Bacioni,Luisa.

  • Elisa My Blog ha detto:

    E tanto per citare un grande…il resto me lo porti vá!
    Non importa dove , cambia il foglio ma la penna é la stessa…

  • claudia d'ambrogio ha detto:

    Mi dispiace tanto che "thebigmessedupmum" chiuda i battenti! Soprattutto perché io ero partita in quinta, entusiasta per l'apertura del mio blog..e invece ho dovuto rinunciarci (e non per colpa mia!) quindi mi dispiace due volte!
    Ma sai, ho trovato una "sorella".. E continuerò a seguirla ovunque! Spero di rincontrare " la mamma incasinatissima" presto da un'altra parte, e auguro a lei tantissime altre soddisfazioni! Brava Francesca!

  • Patrizia Campana ha detto:

    Ciao ti ho scoperto su instagram un po per caso….le mie bimbe riposano dopo la mattinata al mare, c'è un caldo terribile e il ventilatore gira a palla.. e vedo la foto di questa bellissima treccia su dolci visioni.
    Sognando di poter accendere il forno e non di starci dentro ho pensato (scusa la sincerità), fantastica questa treccia ma chi è questa matta che resiste a Caronte? Così sono venuta sul tuo blog, ho letto i tuoi post e mi sono divertita; ne leggevo uno e avevo voglia di leggerne un'altro così ti ho scritto su instagram (sono gomma.rosa) ma siccome ti trovo brava e divertente ho deciso di lasciarti il mio commento anche qui . Ora sperando di poter continuare a seguirti qualunque nome deciderai di avere ti saluto prima che pensi che il caldo mi abbia dato alla testa (è il commento più lungo e anche l'unico che abbia mai lasciato in un blog).
    Ciao e magari lascia un post su instagram con il nuovo nome prima di chiudere questo.?

  • claudia d'ambrogio ha detto:

    Mi dispiace tanto che "thebigmessedupmum" chiuda i battenti! Soprattutto perché io ero partita in quinta, entusiasta per l'apertura del mio blog..e invece ho dovuto rinunciarci (e non per colpa mia!) quindi mi dispiace due volte!
    Ma sai, ho trovato una "sorella".. E continuerò a seguirla ovunque! Spero di rincontrare " la mamma incasinatissima" presto da un'altra parte, e auguro a lei tantissime altre soddisfazioni! Brava Francesca!

  • Mimma e Marta ha detto:

    cara Francesca, finalmente riesco a passare (perennemente in ritardo) anche io! ti dirò che sì, il nome del tuo blog ricorda un po' quello che potrebbe essere quello di una blogger newyorkese o londinese – mi ricorda molto quello di una possibile Carrie di Sex&city anche se, io, Sex&City non l'ho mai visto:-) – però mi piace e mica poco! altro che imbarazzarti, mi imbarazzo io al pronunciare il nome del mio blog che cambierei molto volentieri, ma il destino voleva che nascesse così… comunque! Io ti ho scoperta tardi, ma ti ho scoperta. E mi piaci, parecchio. Io sto un po' fuori da quelle che sono le "regole" e le prerogative dei social – sebbene faccia parte di questo mondo da due anni e passa e la mia sia una generazione che di casa può uscire senza mutande ma senza iPhone mai – e leggo in questo spazio quella genuinità e semplicità di una persona decisamente non arrivista, di quelle che ti conquistano semplicemente perché è necessario che sia così! visto che credo di aver capito bene verso quale evoluzione si muoverà questo blog, ti dico solo che ti aspetto di là;-)

  • Paola Sabino ha detto:

    Quanto ti capisco sul problema del nome del blog. Quando lo aprii era con un ex amante dell'Inghilterra e quindi appena gli dissi il mome si entusiasmò.. capii poi che non sarei stata facilmente "ricordabile", ma, ormai, dopo 5 anni mi ci sono così affezionata che mi dispiace cambiarlo. Quel 9 luglio ha cambiato anche il mio modo di vedere il blog e quello di vedermi rispetto alle mie capacità in cucina. Maria Chiara e lo chef mi hanno dato tanta fiducia e ad oggi posso dire che curo il blog come fosse un bambino e anche se a studiare le dinamiche della rete non sono capace, ho rocominciato a vedere quello che mi piace di più (e che in fondo è il motivo per cui ho aperto il blog): lo scambio 🙂
    Aspetterò di vedere la metamorfosi del blog 🙂 sono curiosissima! Baciotti :*

  • edvige ha detto:

    Peccato ma alle volte si ha bisogno di chiudere una porta perchè in fondo abbiamo già aperto il nuovo spiraglio e sono certa che dal pollaio non esci altrimenti io che la penso come la grand mum non ho sempre 38 ormai dico 50 anche se ci sono 21 anni in più 🙂
    Buona serata cara e buona fine settimana dalla gallina vintage.
    <3

  • Sole Morales ha detto:

    Riquísimo éste pan de leche, me ha encantado.
    Tiene que estar delicioso.
    Un saludo 🙂

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