Auguri – Gamberoni in crosta

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Pare che io abbia dimenticato le norme base dell’educazione.

Tipo quella cosa che c’è una grossa festività in corso e tutti si mandano gli auguri.

Ecco, ora lo devo dire con tutta onestà: a me degli auguri non me ne frega una cippalippa.

Mi scordo di farli perché hanno un’importanza per me relativa, per non dire nulla.

Il fatto curioso è che invece gli altri non la pensano allo stesso modo e sono vittima inerme di messaggi prestampati inviati a tutta la rubrica, foto di facebook con un numero di tag illegali corredate da frasi dozzinali imbarazzanti, cartoline di studi medici, mail a pacchi (alcune però davvero essenziali e carine, va detto) e l’orrore di nuovi e terribili gruppi whatsapp creati ad hoc per le celebrazioni in corso.

Io non sopravvivo e non partecipo. Qualcuno si offende, qualcuno ha imparato a conoscermi e capire che la mia non è strafottenza, maleducazione o atteggiamento irrispettoso, ma solo allergia agli obblighi imposti da un’educazione che prescinde da affettività e sentimento.

Mi piacciono gli auguri fatti con il cuore, mi piacciono le frasi ragionate e mi piacciono i pensieri che abbiano al centro il destinatario.

Detto questo però non è che non mi auguri che succedano cose belle a me e alle persone cui voglio bene e non sono certo esente dai bilanci di fine anno e dalle liste di desideri, obiettivi e buoni propositi.

Sono una persona piuttosto normale sotto certi aspetti, di quelle che tirano somme e fanno bilanci come tutti.

Questo 2015 è stato un anno se non straordinario, quantomeno rivelatore.

Sono andate via persone negative, ne sono entrate di molto positive, delle cose che non mi piacevano mi piacciono un po’ di più e altre che non mi piacevano continuano a non piacermi, i bambini crescono come le passioni, questo blog inizia ad essere un lavoro a tutti gli effetti e questo post è noioso perché sento che tutto va così bene che non posso tirar fuori un po’ di quel sano sarcasmo che di solito mi rende se non brillante, quanto meno piacente.

Quindi io vi auguro che l’anno a venire sia migliore di questo passato o almeno bello quanto lo è stato per me quest’ultimo. Vi auguro cose belle come sono certa che succederà a me in questi prossimi mesi, dove quello che accadrà è incerto, ma qualcosa che di sicuro accadrà già lo so.

Vi auguro di mangiare bene, di abbracciare chi amate, di trovare l’amore se non ce l’avete.

Ma soprattutto vi auguro di mandare a cagare chi vi nuoce e saper accogliere chi vi migliora.

Vi auguro il meglio, che di più mica potrei, no?

Gamberoni in crosta

Gamberoni in crosta

Ingredienti

1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare

9 gamberoni (circa 500 gr freschi)

1 rosso d’uovo

Gamberoni in crosta

Non sono stata molto presente al blog, ma lo sono stata alla mia famiglia, con cui devo confessarvi che mi sto divertendo così tanto in queste vacanze di Natale da lasciare andare il resto un po’ alla deriva.

Ma una ricettina semplice, di quelle proprio essenziali che però faranno un figurone, la devo condividere velocemente.

Questo vestito elegante e croccante darà ai gamberoni, naturalmente buonissimi, una marcia in più sia nel gusto che nell’aspetto.

L’affare è piuttosto semplice:

prendete un gamberone, privatelo della testa e del carapace facendo attenzione a lasciare attaccata la coda.

Con un coltellino praticate un’incisione sul dorso e privatelo dell’intestino (quel filamento nero che vedrete) e continuate con ognuno dei vostri gamberoni.

Tagliate con un coltellino o con una rondella taglia pizza delle strisce di sfoglia di 1 cm e 1/2 .

Avvolgete le strisce attorno al gambero partendo dalla coda e proseguendo fino all’altra estremità.

Chiudete il gambero con un altro pezzettino di sfoglia e spennellate tutta la superfice della sfoglia su entrambi i lati.

Cuocete in forno preriscaldato a 200° per 25 minuti o fino a doratura.

Mangiateli al naturale o con delle salsine (salsa tartara, maionese o senape), saranno un finger food perfetto per le vostre cene!

Buon anno!

Gamberoni in crosta

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