Fassbender – Pizza di polenta

pizza di polenta

Siamo seri o forse no.

Forse ad essere sempre seri e rispettare le aspettative che la propria età e i ruoli di moglie, madre e lavoratrice ci impongono non è sempre la strada giusta.

Essere sempre seri e rigorosi ci impedirebbe di sorridere delle cose buffe che i nostri figli fanno o addirittura ci impedirebbe di giocare con loro solo perché siamo degli adulti.

Non saremmo più capaci all’occorrenza di diventare un salumiere, un gelataio o un super eroe se il gioco lo richiedesse.

Essere sempre adulti, dimenticando che a volte ritornare bambini o un po’ adolescenti può essere più divertente di quanto immaginiamo, farebbe di noi delle persone tristi oltre che, più che serie, rigide.

Allora io cedo ai momenti di gioco e anche alla pulsione adolescenziale che mi attanaglia in questo periodo.

Quando tuo marito di lavoro fa il cinema e più di una volta ti ha fatto preparare pranzi e cene per registi e attori, questi ultimi, perdendo la loro aurea d’irraggiungibilità, hanno perso in un sol colpo ogni attrattiva e appeal.

Senza fare nomi, attori che una qualche pulsione te l’avevano provocata sugli schermi, sono improvvisamente diventati umani, amici, persone normali con cui passare una serata.

Hanno i figli come te, mogli come te e vite così simili alla tua che la chiacchiera che fai con loro è quella che faresti esattamente con ogni amico seduto alla tua tavola.

Quindi i sogni con loro durante la notte non li fai più, quando pensi a loro li chiami per nome e il cognome manco è più importante, li chiami per gli auguri di natale e per i compleanni dei bambini. Stop, l’attore non è più una cosa figa.

Ma se per attore non ci limitiamo a quello italiano che per tua sfortuna fa il film con tuo marito, ma allarghiamo i nostri orizzonti oltre oceano o oltre Italia, allora possiamo concederci di tornare frivole assai e di fare palpitare i nostri cuori come nell’adolescenza, quando Jonny Depp ci guardava dalla parete sopra il nostro letto e noi gli facevamo l’occhiolino ammiccante con l’occhio pieno di devozione.

Ecco questa cosa del poster io l’ho concessa solo a pochi e ora, ora che mi farei una gigantografia in salotto dell’unico uomo in circolazione che mi fa palpitare le pupille, non posso concedermi il lusso di essere così adolescente.

Però devo dirlo che la mia passione è lui, solo lui e sempre lui, di cui famelica spulcio e guardo e riguardo tutta la filmografia, per dare tregua ad una fame bulimica insaziabile.

Lui, Michael Fassbender, uomo di bellezza unica, disegnata dal dio Apollo in collaborazione con Venere, i cui capelli e la barba dai riflessi rossi incantano, i cui occhi chiari, intensi e contornati da rughe scolpite per esaltarne la bellezza, ti inchiodano a guardarlo disperatamente.

E poi i suoi ruoli estremi, che te lo mettono di fronte in tutta la sua nudità nello splendore di un corpo che adattato a 100 personaggi non perde mai la bellezza, la grazia e quell’inspiegabile intenso dolore.

Si perché non si può dimenticare di essere una cinefila, non posso dimenticare che la bellezza oggettiva di questo Dio disegnato da Dio, è bellezza e talento insieme, dove i valori si alimentano l’un l’altro senza interruzione esaltando l’essere perfetto e, in quanto irraggiungibile, mito di disperazione e vocazione adolescenziale.

E allora lo guardi e lo riguardi e ti chiedi come sarebbe passare una serata a cena con lui, cosa potresti preparargli per conquistarlo con un unico piatto, quali domande ti farebbero sembrare un’idiota e quali no.

Insomma quando parli di questa storia della passioncella adolescenziale per il Fassbender, ogni persona cui lo confessi ti dice la stessa cosa: ma lo sai vero che assomiglia a tuo marito?

Lo dice mia madre, lo dice mio padre, lo dicono i miei amici, lo dicono i suoi amici.

E allora sarebbe a dire che ho il marito più figo sulla piazza che se mi scappa da solo in metro una potrebbe girarsi e fargli gli occhietti come succede in Shame?

No perché io se vedessi Fassbender in metro butterei la fede che non ho dal finestrino e lo guarderei con la faccia da stoccafissa ammiccante fino alla morte (mia).

Poi mi ricordo che sto tipo di faccia da pesce lesso ce l’ho avuta già una volta per un tipo dagli occhi verdi e i riflessi della barba rossa, che stava nella scrivania di fronte alla mia in un ufficio 9 anni fa e che ora è esattamente bello come allora, salvo qualche capello in meno e qualche ruga deliziosa che lui mi accusa di avergli fatto venire io, che sono la sua croce e pure la sua delizia.

La morale della favola è che ognuno ha il Fassbender che merita e che sognare, in ogni caso, non è peccato.

pizza di polenta

Pizza di polenta

Ingredienti per una teglia circolare di 30 cm di diametro

550 ml di acqua

150 gr di polenta istantanea

300 ml di passata di pomodoro

1 cucchiaino di zucchero

20 gr di grana grattuggiata

150 gr di provola fresca

olio evo

sale q.b.

pizza di polenta

Questa è una ricetta nata dal bisogno di riciclare un po’ di avanzi di provola e dal desiderio di mangiare una pizza senza avere il tempo per un impasto e una lievitazione.

Pizza che non è pizza, ma buona da morire e base per mille varianti, questa pizza di polenta, naturalmente gluten free, è perfetta per un pranzo o una cena veloce senza sporcare troppo, ma facendo felici tutti.

Insomma, cominciamo con una margherita base e proseguite voi come meglio credete con la farcitura che più preferite 🙂

pizza di polenta

Preparazione:

Portate ad ebollizione l’acqua cui aggiungerete un filo d’olio e il sale.

Versate a pioggia la polenta e girate con una frusta per circa 4 minuti per evitare la formazione di grumi.

A fuoco spento aggiungete il formaggio e amalgamate.

Versate la polenta in una teglia foderata con carta forno spennellata leggermente d’olio e livellate con una spatola o con un cucchiaio.

Mentre riposa per 5 minuti e si raffredda un po’, condite la salsa con lo zucchero e il basilico e tagliate la provola in pezzi piuttosto grossi.

Versate il pomodoro, aggiungete l’olio e il sale e infornate a 220 ° con funzione statica per 15-20 minuti.

Estraete la pizza e aggiungete la provola.

Fate cuocere con funzione grill per circa 7-8 minuti.

Aspettate 10 minuti prima di tagliare le fette che altrimenti si romperebbero.

Ottima calda, ma fredda non è da meno.

pizza di polenta

 

5 Comments

  • Emanuela ha detto:

    Ma dopo sta dichiarazione d’amore….ti sei meritata una seratina super romantica!!!!

  • Paola ha detto:

    Se parliamo di adolescenziali ammiccamenti ai poster degli attori, possiamo dire che io sono spudoratamente adolescenziale e possiamo anche dire che gli attori italiani, più di tanto, non mi sconfinferano.. preferisco gli altri, quelli da cinema, che con quelli di teatro ci giro da troppo 🙂
    La pizza di polenta me la faccio spesso, ma in padella. Rimembranze dei tempi vissuti a Milano, quando il forno non lo avevo e in qualche modo dovevo arrangiarmi 🙂 Mi hai fatto tornare voglia di prepararmela 🙂 Quasi quasi..

  • lacaprino ha detto:

    quella mia per fassbender è pura follia. non posso guardarlo che vado in visibilio e allo stesso tempo non posso fare a meno di guardarlo. lo adoro.

  • Mila ha detto:

    Non devo smaltire la provola, ma questa idea me la segno subito!!!!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *