Mamme che odiano le mamme – Amor di polenta

amor di polenta

Al di là delle apparenze, io sono una persona abbastanza riservata.

Al di là delle apparenze, io non sono una persona particolarmente social.

Fedelmente alle apparenze, come alla realtà, io sono una mamma che non sopporta le mamme.

Certo non nella totalità di tutte le mamme, ma nella quasi totalità delle mamme dei compagni di classe della mia prole.

Sono ormai anni che mi riprometto di scrivere un trattato sulle tipologie di mamme che mi è capitato di incontrare in questi 11 anni, ma più il tempo passa, più le tipologie aumentano, più il trattato si allunga a commedia epica, più non mi sento di scrivere una cosa così lunga e sfiancante.

Naturalmente ho la mia piccola crocchia di mamme con le quali vado d’accordo e con le quali mi sento di essere sincera sulle patologie da mamme di cui sono afflitte e allo stesso modo molto ben disposta a ricevere critiche sui miei comportamenti.

Però in genere quando incontro le altre mamme, mi faccio il segno della croce con le mani storte e prego affinché la nostra conversazione sia storicamente la più breve immaginabile (se si limitasse ad un ciao con un sorriso forzato sarebbe ideale).

Purtroppo però la mamma insopportabile è quella che per definizione ti rompe i maroni fino a farteli scoppiare, parlando infinitamente di problemi che riguardano solo lei, il suo modo di essere madre (e il povero succube figlioletto), mentre vorrebbe convincerti che la causa che perora con passione sia anche la tua, che il problema in realtà sia comune, ma soprattutto che il problema vada affrontato insieme e combattuto in alleanza come in una guerra.

Dopo averla ascoltata per minuti infiniti, ti rendi conto che annuire in silenzio per sbrigartela in fretta si è rivelato un errore fatale.

Quel gesto di accondiscendenza volto a concludere in fretta la conversazione, ha ottenuto l’effetto opposto: la mamma ti lancia uno sguardo di intesa come se avesse appena trovato un’alleata.

E tu guardi al cielo come se avessi appena ricevuto una maledizione divina.

Poi ti ricordi che quella mamma non è una mamma amica, che tu non sei una persona social, che sei una persona riservata e soprattutto che sei una mamma che odia le mamme.

Quindi raccogli uno sguardo a metà tra il riservato e il satanico, lo lanci diretto, spaventi l’avversaria prima con gli occhi, e poi attacchi con parole che lei non dimenticherà mai più e che ti identificheranno per sempre come la mamma stronza, nemica assoluta, cui non rivolgere la parola mai più.

In effetti, mi va riconosciuto che nelle premesse io non ho mentito.

Non ho ancora capito però se una buona idea sarebbe attaccarmi al collo un cartello dove le esplicito quando vado a prendere i miei figli a scuola. Forse aiuterebbe, no?

p.s. A mio discapito posso solo dire che se i miei figli mostrano interesse per il figlio della mamma rompicoglioni, ingoio il il rospo, indosso una maschera iper diplomatica e mantengo un rapporto cordiale e di pura convenienza.

Come tutte le cose, anche l’asilo avrà una fine.

amor di polenta

Amor di polenta

(Ricetta tratta dal volume Gnocchi & co., collana facilissimo, Ed. De Agostini)

Ingredienti per uno stampo a ciambella da 18 cm alto 10, oppure per uno stampo da plum cake piccolo:

100 gr di farina di mais (fioretto)

75 gr di farina 00

75 gr di farina di mandorle

1 cucchiaino di lievito

125 gr di burro

135 gr di zucchero a velo

3 tuorli più 2 uova piccole

i semi di ½ bacca di vaniglia

2 cucchiai di liquore Strega

amor di polenta

Quando cammino per strada e vedo una bancarella di vecchi libri usati io mi metto a curiosare famelica.

Che trovi un bellissimo romanzo o un bel libro di cucina, io lo adotto.

Mi piacciono anche le raccolte di ricette anni 90, quelle dove le foto erano orrende e un po’ gialle, ma i piatti buoni li riconoscevi (e riconosci) ugualmente.

È così, comprando un singolo libro di quella che ho scoperto essere una grande collana (che mia zia ha intera a casa sua e che spulcerò con interesse) che ho scoperto questa torta che non conoscevo, ma che mi ha subito conquistato per due motivi: la farina di mais (quella della polenta ma più fine) e il liquore strega che mi piace tanto.

È una ricetta tipica lombarda -accenna il volume- e per questo non mi stupisco troppo che non faccia parte delle mie conoscenze, ma devo confessarvi che mi ha rapita e conquistata subito e dubito possa essere l’ultima volta che la replico.

In effetti questa in foto è già la seconda che sforno, perché in prima battuta ho usato la farina bramata (quella a grani grossi che si usa per la polenta) e nonostante io ne fossi stata conquistata sia per texture che per consistenza piacevolmente granulosa, l’uomo di casa ha detto che nei suoi denti non ci voleva nessun grano di polenta e che andava rifatta con giusta farina: fioretto (farina di mais più fine).

Dunque procediamo, che le chiacchiere sono troppe e la torta super facile e veloce.

amor di polenta

Procedimento:

In una ciotola mischiate le tre farine e il cucchiaino di lievito.

Fate fondere il burro su fuoco dolce (o in microonde) e lasciatelo raffreddare un po’.

Versatelo in una ciotola, aggiungete lo zucchero e montate con una frusta per un paio di minuti.

Aggiungete uno alla volta i tuorli e le uova intere e amalgamate.

Unite anche i semi di vaniglia e il liquore.

Aggiungete il mix di farine un po’ per volta, sempre mescolando con le fruste a bassa velocità.

Trasferite il composto nella tortiera ben imburrata e infarinata (io ho usato uno spray staccante) e cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 60 minuti (il mio stampo, molto alto, ha richiesto questa cottura, ma se ne avete uno più ampio, controllate dopo 40 minuti con uno stuzzicadenti).

amor di polenta

 

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