A letto con il nemico – Pesto di ciuffi di carote

Pesto di ciuffi di carote

A voler individuare i caratteri narrativi classici, ci sarebbe non poca difficoltà.

Una volta era semplice ed immediato: personaggi buoni, personaggi cattivi, bene qui e male lì.

Bastava scegliere con chi stare, bastava fare una scelta di campo immediata e la questione era risolta.

Ma le cose sono cambiate, i confini dei personaggi non sono più così netti, il bene è andato a farsi fottere, il male trionfa, l’eroe è diventato un cattivone e, per grazia di dio, lo sembrano un po’ di più tutti i personaggi.

A me questa cosa piace assai.

La cattiveria non è cosa che appartiene solo ai cattivi, ma in pillole più o meno grosse, a tutti noi. Dovevano dircelo gli sceneggiatori di un telefilm che le cose bianche e le cose nere sono in realtà molto più grige di quanto vogliamo raccontarci?

Loro lo hanno fatto, e se per 5 stagioni abbiamo tirato il fiato con Walter White, professore di chimica e stimato padre di famiglia prima, malato di cancro, produttore, spacciatore di metanfetamina e criminale efferato poi , oggi possiamo farlo con Francis Underwood e sua moglie Claire.

Breaking Bad è ormai un classico che ha fatto storia, ma se come me vi piace andare a letto con i cattivi, la coppia proposta in House of Cards non vi deluderà.

Certo non stiamo parlando di una serie fresca di prima stagione, perché ormai è al termine la quarta, ma io ci sono arrivata ora e ora mi è venuta in mente questa riflessione.

Il discorso sui cattivi nella storia di cinema e letteratura non è nuova, ma mai l’eroe negativo era stato reso così attraente e ben costruito. Mai le sfaccettature dell’essere umano erano state così esposte da portarci alla riflessione sul nostro animo per spingerci a domandarci quanto di ogni personaggio, che di certo non invita all’emulazione, ci sia in realtà in ognuno di noi. Siamo tutti cattivi? Siamo tutti, nella parte più oscura della nostra fragilità umana, dei potenziali personaggi negativi?

Se la maggior parte di noi rimane “buona”, sta di fatto che seguiamo le storie di questi Villains con lo stesso trasporto che ci faceva sperare nella buona sorte di un personaggio giusto, ragionevole e più simile a noi.

Perché chiunque segua un telefilm con lo stesso trasporto che ha la sottoscritta, dentro di se spera che il cattivone riesca a farla franca, che tiri fuori qualche cattiveria che lo salvi da una situazione pericolosa e, soprattutto, prova a pensare anche solo per un secondo, se nei suoi panni, sarebbe capace di compiere le stesse volgari macchinazioni per fottere il prossimo.

Quindi io me ne sto lì in stato di ammirazione, quando la raffinata Claire spinge il marito a perpetuare in ogni modo possibile i suoi propositi schiacciando gli altri senza pietà e nonostante ne sia stupefatta, godo silenziosamente della sua cattiveria ostinata e senza fine.

Se non sapete di cosa sto parlando, crederete che i personaggi siano messi lì a compiere cattiverie una dietro l’altra senza sosta, ma in realtà la loro complessità sta in quegli attimi di smarrimento, paura e rari sprazzi di redenzione. Sta in quelle lacrime che piangono nella loro solitudine, nei pensieri putridi che cercano di rigettare, nell’amore che continuano a provare verso i propri cari, nonostante le proprie azioni (o proprio per quelle) siano motivo di sofferenza per tutti quelli che li circondano.

La spirale del male è senza via di uscita e i personaggi sanno che fermarsi non è un’opzione possibile, ma che la sopravvivenza prevede il perpetuare senza sosta la menzogna e il susseguirsi, in un aumento esponenziale di pericolo e mostruosità varie, il proprio agire malato.

Io per parte mia, che sono una persona mediamente giusta e sicuramente incapace di danneggiare volontariamente un altro essere vivente (fatto salvo per gli insetti, ma quella è un’altra storia), approfitto per dare vita al mio lato oscuro attraverso le figure ottimamente costruite dei personaggi dei telefilm che adoro.

Quindi quando mio marito è così impegnato dal lavoro da rientrare all’alba, i bambini dormono e anche il cane ha preso posizione nella sua cuccia, io sovrappongo tre strati di cuscini, mi infilo sotto il piumone con il mio Mac e comincio, fra le lenzuola, la mia segreta, promiscua e perversa storia d’amore, con tutti i cattivoni che riesco a trovare.

Pesto di ciuffi di carote

Pesto di ciuffi di carote

 

Ingredienti per un barattolo di pesto:

le foglie di 1 ciuffo di carote

50 gr di mandorle

40 gr di semi di girasole

il succo e la buccia di un limone biologico

½ spicchio d’aglio

sale q.b.

Olio evo di buona qualità q.b.

Pesto di ciuffi di carote

I voli pindarici tra la prima parte del blog e la seconda cominciano a diventare quasi imbarazzanti, ma siccome voglio osare un ridicolo paragone, facciamo che il cattivone di turno sia il vostro fruttivendolo e che voi, degni eroi di questa storia, siate quelli che affrontano la missione del salvataggio delle preziosissime foglioline.

Le foglie in oggetto, sono quelle del ciuffo che vaporoso e vigoroso, parte dall’estremità delle vostre carote e viene di solito senza pietà strappato via dal fruttivendolo e gettato fra gli scarti.

Ecco, ora voi dovete sapere che quello che il fruttivendolo considera materiale organico da compost, si rivela invece un prezioso alleato in cucina e il pesto che andremo a preparare una base ideale da spalmare sul pane o come in questo caso, per condire un buon piatto di linguine.

Questo pesto mi ha stregata letteralmente e vi confesso che ne ho preparata una dose ingente che amo spalmare su crostini e qualunque tipo di pane mi capiti a tiro. Il secondo vantaggio e che potrete conservare il pesto e averlo pronto per una cena dell’ultimo secondo, quando vi annoia l’idea di cucinare o il tempo è davvero troppo poco, il terzo che è un concentrato di cose buone e sane e un condimento leggero che potrete usare anche per accompagnare carni bianche e pesce alla griglia.

Insomma, COMINCIAMO.

 

LA RICETTA:

La parte noiosa è solo la prima, quando dovrete strappare le foglioline dal gambo.

Una volta eseguita questa operazione, le cose scorrono via veloci.

Sciacquate accuratamente le foglioline, lasciate che asciughino su di un canovaccio oppure in una centrifuga da insalata.

Prendete ora i semi e le mandorle, tostateli brevemente in una padella e fateli raffreddare.

Nel bicchiere di un mixer con lama sul fondo (o in un mortaio se siete old fashion) ponete le foglie asciutte delle carote, i semi, le mandorle, il sale, il mezzo spicchio d’aglio, il succo e la scorza del limone e una prima dose di olio evo.

Frullate il tutto e aggiungete, se necessario, altro olio.

Quando la consistenza del composto sarà piuttosto cremosa, ma i semi avranno ancora una certa consistenza croccante, assaggiate e valutate se occorrerà aggiungere un pizzico di sale o un goccio di limone.

A questo punto trasferite il pesto in un barattolo ermetico e ricopritelo di olio evo.

Spalmate generosamente su crostini di pane, oppure mettete su della pasta, scaldate in un pentolino il pesto con un mestolo di acqua di cottura e mantecate un paio di minuti prima di servire.

Il pesto si può conservare fino a 7 giorni sempre ricoperto da olio evo, oppure può essere congelato in bicchierini mono porzione e usato all’occorrenza.

Mai più immondizia per le preziosissime foglioline del ciuffo di carote 😉

Pesto di ciuffi di carote

Per dovere di cronaca e anche per ringraziare, questa versione di pesto di ciuffi (in rete ne trovate tanti e io stessa lo facevo in un modo un po’ diverso) l’ho vista sul sito “la Rapa Cruda”,poi sperimentata, piaciuta e condivisa qui.

p.s. se avete preso gusto alle foglie di carote, potete usarne anche per una omelette deliziosa!

 

7 Comments

  • Alessandra ha detto:

    Francy, adoro i tuoi racconti! Fra l’altro anch’io sono una drogata di serie tv, quindi ti capisco benissimo 😀
    Le foglie di carote sono stata una scoperta relativamente recente per me e il pesto è tanto che mi ripropongo di farlo ma ancora non l’ho preparato. Vedo che qui hai aggiunto anche dei semi di girasole, il che mi intriga non poco! Sicuramente una versione da provare 😉
    Baciii
    A

    • lacaprino ha detto:

      Ale fidati, sono state una scoperta assolutamente illuminante. Il problema sono le infinite fette di pane che servono per mangiarlo 🙂 per il resto mille grazie e un grande abbraccio!

  • Alessandra ha detto:

    Giuseppe è un grande appassionato di House of Cards… a me non ha mai preso tantissimo, per gli argomenti, ma mi allaccio al tuo discorso dei cattivi per dirti cosa è successo in casa nostra quando ci siamo ciucciati in pochissimi giorni le due serie di Romanzo Criminale. Si parlava solo in romanesco e gli spietati assassini, spacciatori, criminali li guardavamo come i nostri rispettivi compagni del liceo, anzi per i compagni del liceo c’era molto meno affetto. Quando è morto il Libanese i nostri cuori si sono spezzati all’unisono… Potere del punto di vista nella narrazione! 🙂

    • lacaprino ha detto:

      Quanto ti capisco. Ogni azione malvagia, potenzialmente e moralmente rivoltante, sembra essere una necessità nei racconti di questa specie dove il cattivone diventa un eroe. Si, questione di punti di vista, ma poter parteggiare per il male è una cosa che, tra le lenzuola e nel silenzio della propria camera da letto, è una cosa che proprio mi piace fare 🙂 saluti a Giuseppe, compagno di serie malvagie.

  • edvige ha detto:

    Veramente mi associo ad Alessandra ti adoro per come presenti te stessa ed i tuoi racconti. Un pesto delizioso parlando di questo ma i ciuffi di carote sono come un ago nel pagliaio trovarli e se li vedi sono talmente appasiti e scuri che li puoi solo buttare. Se li trovo e pesto sia 😀
    Ciaooobuona fine settimana.

    • lacaprino ha detto:

      allora tra le mille cose che ti preparerò quando e se scenderai a Napoli a trovarmi, non mancherò di farti anche questo pesto delizioso. un abbraccio grande Edvige.

  • saltandoinpadella ha detto:

    Confesso di essere un tantino ignorante in fatto di serie TV. Sono rimasta un po’ indietro, a Grays Anatomy e Dottor House. Non avendo Sky arrivo sempre con vari anni di ritardo.
    Adoro le ricette “ricicliamo tutto il riciclabile”. Ne faccio una versione simile con le foglie del sedano. Qua non è facile trovare delle belle carote con il ciuffo e se le trovi decenti ti costano più di un diamante

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